Design del sottrarre, Bologna fiera
In occasione del SANA di Bologna, lo spazio espositivo si trasforma in un’indagine volumetrica sulla modularità e il riuso. L’allestimento rifugge l'edificazione tradizionale per abbracciare la filosofia dello "scavo": un’area di 8x8 metri, inizialmente satura (idealmente) di cassette in legno recuperate, viene modellata per sottrazione per rivelare un cuore abitabile e fluido[cite: 1, 2].
Questa operazione genera una vera topografia artificiale. Lo spazio centrale funge da agorà, dominata da un desk monolitico, mentre i volumi residui si configurano come giardini pensili a diverse quote[cite: 3, 4]. Il calore del legno vissuto dialoga con la fitta vegetazione e il rosso fuoco delle sedute, definendo un'esperienza spaziale conviviale[cite: 5]. L'intero progetto è pensato per un impatto zero: al termine dell'evento, ogni singolo elemento — dalle cassette della frutta alle piante — viene restituito alla sua catena produttiva o riciclato, rendendo l'allestimento un esempio concreto di economia circolare applicata al design[cite: 6].